Crea sito

Alberto Mattioli 17 gennaio 2014

Alberto Mattioli 17 gennaio 2014
Da :  www.bergamo.corriere.it ( MIchele Gazzetti )
Mattioli, settant’anni e la nuova sfida
«In corsa per guidare il basket lombardo»

«Non ho niente da perdere, ho solo paura che non tenga il mio cuore – racconta -. Non volevo candidarmi poi ho ricevuto troppe pressioni da parte delle società, in particolare da quelle di Serie A

 Ci sono 3 cose da cambiare subito: ridare dignità al Comitato in ambito nazionale, far sì che la Lombardia sia condizionante nella prossima riforma dei campionati, dare nuovo smalto ai settori giovanili. Esigo trasparenza: dalla sede di via Piranesi non passano più soldi, dobbiamo migliorare il basket, non essere un ufficio amministrativo». L’elezione sarebbe il coronamento di una vita dedicata al basket: «Non so cosa avrei fatto senza questo sport. All’inizio mi ha affascinato la velocità di pensiero necessaria per coordinare corpi così imponenti. Non ho mai giocato però quando mi sono trasferito da Pieve di Cadore alla Bassa, la prima cosa che ho fatto è stata l’abbonamento al Simmenthal Milano, era il 1971.

Subito dopo abbiamo fondato l’Or.Sa. Treviglio. Ho fatto dei sacrifici economici pazzeschi per la società, roba da vergognarsi. È meglio che mia moglie e mia figlia non sappiano le cifre». Mattioli per 41 anni è stato un ganglio vitale di quella che adesso si chiama Blubasket e ha coltivato centinaia di talenti. «Il mio pantheon? In ordine sparso Rancati, Lienhard, Reati, Gamba, Gatti, Degli Agosti, Guerci.

Mi è rimasto nel cuore Alberto Rossini, il colpo di mercato più bello è stato Massimo Codevilla, mentre il più forte prodotto del vivaio invece è stato Gigi Brambilla.

Se devo scegliere una partita non ho dubbi: 25 aprile 1982, centrammo la promozione in B vincendo a Casale Monferrato 62-77». Di tutti i suoi ragazzi ricorda data di nascita, altezza, aneddoti. Staresti ad ascoltarlo per ore, un’enciclopedia vivente della pallacanestro.

Non solo Treviglio, gli occhi brillano quando si tratta di rievocare l’esperienza con la Nazionale: «Il momento più bello in assoluto fu la semifinale dell’Olimpiade di Atene contro la Lituania.

Argento, davanti al Dream Team con gente come Iverson, Duncan, Wade».

Capo delegazione dell’Italia ma anche Consigliere Federale con l’esigenza di essere all’avanguardia grazie alle intuizioni: «Sono un rivoluzionario della pallacanestro. Non ho maestri, ho solo imparato a copiare da quelli davvero bravi. Una delle cose di cui sono più orgoglioso è l’aver codificato dal punto di vista normativo l’importanza dei preparatori atletici: mi dovrebbero dare tutti il 15% dei loro stipendi».

Lo sguardo però è sempre proiettato al futuro: «Tra dieci anni, se la salute mi assisterà, sarò ancora nel basket.

Il nostro sport è in continua evoluzione, ci giocano dei superman con un’intelligenza straordinaria».

Basket Or.Sa. Treviglio Amarcord