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Emiliano Mondonico

 Da calciatore

La ribellione da ragazzo sono i capelli lunghi, sono il modo di giocare a football che l’ha visto protagonista da calciatore ma solo fino a un certo punto. “La passo solo quando non ho più fiato per correre e puntare gli avversari e ho un innato talento per le rovesciate. Una volta arrivato in Serie A con il Toro, non ho più stimoli. E poi sacrifici e sudore non sono per me”, le sue parole raccolte nel libro “Una sedia al cielo” edito dal Corriere. La ribellione è prendersi un cartellino rosso per essere squalificato e poter assistere al concerto dei Rolling Stones al Palalido di Milano nel 1967. Sono, da ragazzino, le fughe in bicicletta dai Salesiani di Treviglio, dove studiava, per raggiungere la sua Rivolta e, soprattutto, Carla, la donna della sua vita. La ribellione in panchina è stata portare a far sognare club non abituati a provare certe emozioni. Si parla giustamente dell’Atalanta di Gasperini, dei suoi risultati. Dell’aver preso di petto l’Europa League giocandosela alla pari con squadroni come Lione, Everton e Borussia. Dell’essere arrivata ai sedicesimi di finale, eliminata a testa alta. Ecco, l’Atalanta del Mondo, nel 1988, raggiunse la semifinale di Coppa Coppe.

“Ho frequentato un collegio dei Salesiani di Treviglio, dove tra l’altro ho fatto il chierichetto a quello che poi sarebbe diventato Papa Giovanni XXIII. Allora lui era il cardinale Angelo Roncalli e ci fece visita, io ero il chierichetto che portava il vangelo e suonava il campanellino.