Crea sito

Era il 1958, l’inizio della leggenda.

Era il 1958, l’inizio della leggenda.

Giacinto Facchetti

1956. La prima squadra è il Gruppo sportivo Zanconti, che gravita nell’orbita dell’oratorio di Treviglio.

1957. Viene tesserato dalla Trevigliese. All’inizio gioca da attaccante.

Febbraio 1958. Provino con il Milan, alla presenza di Ferenc Puskas, scappato dall’Ungheria dopo l’invasione del 1956 e in Italia prima di andare in Spagna al Real. Buon test, ma i dirigenti del Milan non sembrano convinti e prendono tempo.

 

 

 

Marzo 1958. Corre gli 80 in 9” ai campionati provinciali studenteschi, battendo Ajmone Testa. Un dirigente della Federatletica cerca di convincerlo a lasciare il calcio, ma è troppo tardi.

Giacinto Facchetti

4-8 aprile 1958. Gioca con l’Inter il torneo giovanile di Ginevra. Lo ha voluto Meazza e gli spedisce una lettera di convocazione, dopo averlo visto più volte giocare ed è lui a spedirgli la lettera di convocazione. Provino superato.

Giacinto era nato a Treviglio, provincia di Bergamo, il 18 luglio 1942: non ha mai abbandonato le sue radici (abitava a Cassano d’Adda) perché amava vivere nel verde dove ritrovava l’equilibrio.

Padre ferroviere, madre casalinga, un fratello e tre sorelle: ambiente sereno e pulito, il massimo per crescere una speranza. Il grande amore con l’Inter nasce però da uno “sgarbo”. Facchetti venne raccomandato a 16 anni da Meazza per un provino all’Inter, ma venne scartato dai soloni della società. Lui si rivolse all’Atalanta, firmò, ma un factotum della società milanese lo convinse a rimanere inattivo fino a novembre e quindi passare all’Inter.

Era il 1958, l’inizio della leggenda. Lo spilungone di Treviglio strappato all’atletica, lavora sodo: mattina a scuola, panini al volo, poi di corsa alla stazione (accompagnato in bici dal papà), treno, tram, allenamenti e ritorno.