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Ermanno Olmi

Ermanno Olmi
Ermanno Olmi
Ermanno Olmi
Ermanno Olmi
Ermanno Olmi

Ermanno Olmi è nato a Bergamo. Ma la famiglia di Ermanno, padre ferroviere madre operaia, si trasferì a Treviglio quando lui era ancora piccolo, ed è lì che il futuro regista è di fatto cresciuto.
Il suo luogo di nascita è stato spesso riportato erroneamente come Treviglio da più fonti, ma Olmi stesso ha fatto chiarezza su questo punto in un’intervista rilasciata a Charlie Owens, autore di una monografia dedicata al regista: Owens: «Alcuni scrivono che tu sei nato a Bergamo, altri scrivono Treviglio. Dove sei nato esattamente?» Olmi: «A Bergamo, in un quartiere chiamato Malpensata. Io spero che quando sono venuto al mondo mia madre l’abbia pensata in modo diverso, ovvero che sia stata una bella pensata l’avermi messo al mondo!» Di famiglia profondamente cattolica, Olmi rimane da giovane orfano di padre, morto durante la seconda guerra mondiale; frequenta prima il liceo scientifico e poi il liceo artistico, ma non porta a termine gli studi.
Si trasferisce a Milano per seguire i corsi di recitazione dell’Accademia di Arte Drammatica; nello stesso tempo, allo scopo di mantenersi, trova anche un lavoro presso la Edisonvolta, dove già lavorava la madre, che gli affida l’organizzazione delle attività ricreative per i dipendenti, in particolare quelle relative al servizio cinematografico, e gli viene richiesto di documentare le produzioni industriali attraverso filmati. Olmi sfrutta l’occasione per dimostrare la sua intraprendenza ed il suo talento con la macchina da presa; pur non avendo praticamente nessuna esperienza alle spalle, tra il 1953 ed il 1961 realizza decine di documentari, tra i quali La diga sul ghiacciaio, Tre fili fino a Milano (1958) e Un metro è lungo cinque. In tutti gli oltre quaranta documentari realizzati negli otto anni di lavoro si nota l’attenzione alla condizione degli uomini che lavorano nelle strutture aziendali, un modello interpretativo della realtà che anticipa le caratteristiche peculiari delle future pellicole di Olmi.

Il grande successo
Dopo un periodo contrassegnato da lavori non del tutto riusciti come Un certo giorno (1968), I recuperanti (1969), Durante l’estate (1971) e La circostanza (1974), nel 1977 Olmi ritrova l’ispirazione e dà alla luce quello che molti considerano il suo capolavoro assoluto,

L’albero degli zoccoli (1978), che si aggiudica la Palma d’oro al Festival di Cannes

 

 Il villaggio di cartone

 

Premi PREMI:cinematografici
2008: Leone d’oro alla carriera
2007: Premio Federico Fellini
2004: Pardo d’onore al Festival internazionale del film di Locarno
2002: David di Donatello per “Il mestiere delle armi”
2001: Flaiano d’Oro per “Il mestiere delle armi”
2001: Grolla d’oro per “Il mestiere delle armi”
1989: Nastro d’Argento per “La leggenda del santo bevitore”
1989: David di Donatello per “La leggenda del santo bevitore”
1989: Leone d’oro per “La leggenda del santo bevitore”
1987: Leone d’Argento per “Lunga vita alla signora!”
1979: Premio César per “L’albero degli zoccoli”
1979: Nastro d’Argento per “L’albero degli zoccoli”
1978: Palma d’oro per “L’albero degli zoccoli”

http://virgi.altervista.org/?s=olmi

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