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I bambini Emilio Grossi e Giovanni Mulazzani e la parete affrescata del campanile

I bambini Emilio Grossi e Giovanni Mulazzani e la parete affrescata del campanile
Da due vecchie foto, ricordi e vicende
I due compagni di gioco morirono entrambi nel 1901, in età giovane. Per il campanile,
una testimonianza è attestata da una conferenza in biblioteca nel 1902

temente pubblicato un articolo –
a firma di Marcello Santagiuliana
– nel quale sono apparse due
fotografie di proprietà dell’ing.
Carlo Corna. Sono due fotografie
storiche – facenti parte di una
preziosa raccolta datata 1882 –
alle quali vorremmo aggiungere
alcune notizie.
I due bambini che appaiono
nella prima foto sono: Emilio
Grossi, figlio di Giuseppe Grossi
(rieletto sindaco di Treviglio
per tre volte negli anni
1890/1905) e Giovanni Mulazzani,
figlio del conte Lodovico
Mulazzani (sindaco negli anni
1895/1899). Nati entrambi nei
primi anni del 1870, erano compagni
di giochi, poiché abitavano
a poca distanza, l’uno nel palazzetto
Grossi, l’altro dove c’è il
cinema Ariston, inoltre le due distinte
famiglie avevano rapporti
di amicizia e di stima. Li accomunò
anche la fine in giovane
età, 29 e 28 anni nello stesso
1901.
Emilio Grossi era “buonissimo,
aitante nella persona, intelligente,
colto e dotato di largo
censo”. Fu colpito da gravissima
malattia con inaudite sofferenze
che lo portò alla morte nel dicembre
1901. Ai solenni funerali
parteciparono, non è esagerazione,
tutti i trevigliesi come per
un lutto familiare e parecchi discorsi
celebrarono le virtù dell’ultimo
discendente della famiglia
Grossi.
Il conte Giovanni Mulazzani
era dotato di profonda cultura,
animo gentile, infaticabile cooperatore
di ogni iniziativa benefica;
colpito da improvviso malore
terminò la vita nel luglio
1901. “Sia, almeno in parte – dice
il giornale – di conforto agli inconsolabili
genitori il sapere che
tutta Treviglio compartecipa al
loro dolore”. Funerali oltremodo
solenni e commoventi per straordinario
numero delle persone
partecipanti e per le nobili, commoventi
parole al cimitero.
La seconda fotografia ci mostra
il campanile con la parete
ornata di affreschi, della cui origine
non si trova alcuna traccia.
Siamo però riusciti, su un giornale
trevigliese dell’epoca, a reperire
notizie attraverso la cronaca
di una conferenza tenuta
l’8 marzo 1902 nella biblioteca.
“Se attraverso i secoli il campanile
giunse fino a noi pressoché
nella sua primitiva forma,
pure non poté sfuggire ad una
vandalica manomissione… Un
intonaco di calce dipinto a rosso,
tanto per simulare il mattone,
maschera tutto il lato che prospetta
la piazza e vi sta un grande
quadrante per le ore sorretto
da due enormi giganti in pittura,
spaventose e ridicole espressioni
di una mente piccina ed
ammalata, mentre al di sopra,
un altro gigante eretto e raffigurante
il tempo, alato colla falce e
la clessidra vorrebbe porvi la nota
sentimentale.
Ma il tempo demolitore delle
opere che deturpano, sta facendo
giustizia di quei tre mostri, lavando
e cancellando colla pioggia
e il sole le male figurate sembianze…
Il campanile di Treviglio
deve tornare all’antica beltà;
all’antica purezza, alla sua eleganza
originale… Noi lo amiamo
il nostro campanile, glorioso
avanzo del libero Comune… e per
amore del luogo, lo ammiriamo
innalzarsi sul nitido orizzonte”.
La sua costruzione iniziò nel
1008 (ci prepariamo a festeggiare
il primo millennio); ebbe varie
soste prima di vedervi coronata
la cima della storica gabbia
nel 1509.
P.D.P.