Treviglio Amarcord

Treviglio Amarcord, un tuffo nel passato cittadino fino ai giorni nostri.Ricordi, curiosità, racconti, foto, filmati, cartoline, documenti e disegni storici della città. Da un’idea di Virginio Monzio Compagnoni. email: [email protected] Buon Amarcord a tutti !!

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Alberto Lupo Rossini

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Alberto Lupo Rossini

Campioni Trevigliesi

Alberto “Lupo” Rossini (Treviglio, 10 giugno 1969) cestista e allenatore di pallacanestro. Per quelli della mia generazione è :” il figlio di Cèco “, suo papà, che ho avuto la fortuna di conoscere ; grande maestro di calcio ma soprattutto di vita

Dopo una carriera ultraventennale da giocatore, la scorsa stagione ha ricoperto il ruolo di assistente allenatore a Jesi in Legadue. Alberto nasce cestisticamente a Cantù, con cui esordisce in serie A nel 1987. Della squadra brianzola diventa playmaker titolare e capitano, ereditando lo scettro appartenuto a Pierluigi Marzorati. Con Cantù resta 11 stagioni vincendo anche una Coppa Korac con coach Fabrizio Frates in panchina.

 

Nel 1998 si trasferisce a Roma prima di ritagliarsi la seconda parte importante della carriera da giocatore a Jesi. Resta nella squadra marchigiana dal 2000 al 2010 Rossini ha vestito anche la casacca della Nazionale dal 1990 al 1993, conquistando anche la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo proprio nel 1993. Nel 2009 lo sport trevigliese celebra una ricorrenza che vede uno dei suoi figli più illustri entrare a far parte di un club esclusivo a livello nazionale. Alberto Rossini, 40 anni, trevigliese purosangue stacca il tagliando delle 800 partite disputate in un campionato professionistico di basket.

L’articolo da ” L’Eco di Bergamo ” per le 800 presenze nel campionato Italiano.

( da “Il Popolo Cattolico”)

Una carriera quella di Alberto iniziata tra i cortili e i campi dell’Oratorio Salesiano dove fu uno dei primi interpreti di una sorta di triathlon sui generis. Erano i tempi in cui il giovane virgulto, figlio dell’indimenticabile Cèco e di Mamma Rosi, zampettava brillantemente ed in alternativa sui campi di calcio e di basket e sulle piste di sci di fondo. Sin da allora i tratti del carattere e della personalità di Alberto venivano mostrati a tutti coloro che avevano la fortuna di assistere alle esibizioni di questo giovane atleta dalle doti uniche. Quando Alberto scelse la disciplina che accompagna tuttora la sua vita si capì che Treviglio aveva a disposizione un talento raro. Ma si badi bene che i dirigenti di allora con Alberto Mattioli in testa non gioirono pensando a quanti risultati sportivi avrebbero potuto ottenere grazie alle sue prestazioni. La felicità di allora che è anche quella di oggi sta nel fatto che Alberto rappresenta e incarna l’ideale di sportivo che tutte le società sarebbero orgogliose di aver cresciuto. L’Or.Sa. di allora oggi Blu Basket lo è, e con lei tutta la Treviglio sportiva…… …………

Alberto è per Treviglio nella pallacanestro ciò che è Giacinto Facchetti nel calcio e il paragone, a nostro avviso, onora particolarmente la nostra Città. Alberto Rossini seguendo gli insegnamenti della sua Famiglia e di chi lo ha educato sportivamente da giovane ha applicato tutto questo alla sua vita. Il risultato è sotto gli occhi di tutti coloro che gli vogliono bene e che lo ringraziano per quello che ancora oggi testimonia sui parquet di tutta Italia…. E ci piace pensare che in fondo sotto quella maglia Alberto i colori biancocelesti della Sua Treviglio li abbia stampati nel cuore.

 

Cèco Rossini ,   ( foto da www.axia.it/zanconti/ )

Lo scorso Dicembre presso l’Auditorium della Cassa Rurale , si è tenuta la presentazione l libro : “Il lupo è uscito dal branco ” Una presentazione che Rossini ha voluto che si tenesse nella sua Treviglio , la citta di cui è stato un simbolo a livello sportivo secondo solo al grande Giacinto Facchetti. Un libro che Rossini ha voluto dedicare alla memoria di suo padre Cèco , figura importante per tutto il movimento sportivo trevigliese ma soprattutto per il figlio al quale ha insegnato i veri valori dello sport e della vita.

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c. s .t 1907 la storia

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Trevigliese 1907

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Trevigliese  Story.

 calcio  C A M P I O N A T  I  

 calcio      I M M A G I N I 

                altro……

 Storia Origini ed esordio. ll Circolo Sportivo Trevigliese nacque nel 1907   fondato da alcuni giovani trevigliesi capitanati da Mario Zanconti

 

17 AGOSTO 1907 – IL RISVEGLIO Settimanale trevigliese edito dal1907 al 1908. I soci sono invitati all’assemblea di domenica 14 agosto 1907.Presenti 43 soci. Approvato il nuovo statuto sociale.Presidente Sig. Giulio Bazzi  

Zanconti, premiato nel 1948 in occasione del 50º anniversario di fondazione della FIGC quale Pioniere del Calcio Italiano, fu Presidente, mecenate e soprattutto il proprietario del campo sportivo del C.S. Trevigliese.Grazie a lui la società fu una delle più attive società di provincia, la seconda ad iscriversi ai campionati F.I.F. dopo il F.C. Bergamo. La squadra non fu una meteora, crebbe progressivamente organizzando vari tornei in ambito locale fino ad arrivare all’iscrizione ai campionati regionali lombardi avendo un campo proprio, cosa non comune all’epoca, sintomo di buona autonomia finanziaria.Prima dellaGrande Guerra militò nei campionati lombardi di Terza Categoria e Promozione. Nel 1919, alla ripresa dei campionati dopo la sospensione bellica, la Trevigliese ebbe la possibilità di giocarsi l’accesso alla Prima Categoria, massimo livello della scala gerarchica F.I.G.C. dell’epoca, in uno spareggio promozione contro un’altra squadra da poco giunta al campionato di Promozione: il Monza. Lo spareggio si giocò il 5 ottobre1919 e vide prevalere bianco-celesti che ottennero una storica promozione.

Anni venti e trenta

In Prima Categoria la Trevigliese non riuscì mai a superare le eliminatorie regionali Lombarde: nel 1919-20arrivò quarta nel girone A, mentre nel 1920-21 arrivò sesta nel girone di finale dopo aver agevolmente superato le eliminatorie. Pur non qualificandosi mai alle semifinali dell’Alta Italia si prese la soddisfazione di fermare sul pari l’Inter (3-3 nel campionato 1919-20, che verrà vinto proprio dalla squadra nerazzurra). Nella focosa estate del 1921, in cui le 24 maggiori squadre italiane (più tutte le squadre del centro-sud) si staccarono in massa dalla FIGC creando una Federazione autonoma e un proprio campionato, la Trevigliese decise di rimanere nei ranghi della FIGC disputando il campionato di Prima Categoria FIGC. La Trevigliese mancò l’accesso alla fase finale lombarda venendo eliminata nel girone B delle qualificazioni Lombarde dalla Cremonese.Con il concordato di riappacificazione di FIGC e CCI si unificò il campionato di calcio con il Compromesso Colombo, che restrinse la Prima Divisione della Lega Nord a sole 36 squadre. La Trevigliese, insieme a numerose altre squadre, a causa di questa nuova riforma, perse il suo posto in Massima Serie e venne retrocessa in Seconda Divisione.Rimase in Seconda Divisione per nove stagioni con alterne fortune. Evitò 3 volte la retrocessione al campionato regionale ma nulla poté alla fine della stagione 1929-30 quando i vertici federali decisero lo spostamento di competenza di tutta la Seconda Divisione ai campionati regionali.Nella stagione 1930-31 vinse il girone di finale B della Seconda Divisione Lombarda e tornò a disputare i campionati nazionali, allora denominati Prima Divisione. Rimase in questa serie fino alla stagione 1934-35, anno in cui una riforma dei campionati la relegò nuovamente ai campionati regionali (mentre la Prima Divisione cambiò nome in Serie C).

Secondo dopoguerra

 Nel dopoguerra tornò in Serie C per tre stagioni, poi a causa della riforma dei campionati del 1948 venne retrocessa nella nuova Promozione, l’antesignana dell’odierna Serie D. Nel 1952 venne retrocessa nella nuova Promozione Lombarda (mentre la Promozione cambiò nome in IV Serie). Inutile fu il tentativo di richiesta di ammissione alla IV Serie inoltrata alla F.I.G.C. nel 1955 malgrado avesse sia la solidità finanziaria che un impianto sportivo capiente con notevole affluenza di spettatori paganti.Dagli anni sessanta ai giorni nostri Nel 1960tornò in Serie D e al termine della stagione 1964-65 vinse il campionato con otto punti di distacco sul Bolzano secondo classificato e tornò così dopo quasi venti anni in Serie C. In Serie C rimase cinque stagioni poi nel 1970 la squadra retrocedette di nuovo in Serie D e da allora non riuscì più a tornare tra i professionisti.Attualmente la Trevigliese milita nel campionato di Eccellenza Lombarda.

 Cronistoria del Circolo Sportivo Trevigliese

 Cronistoria del Circolo Sportivo Trevigliese

 

   Cronistoria del Circolo Sportivo Trevigliese 

 

 

 
 

 
 
 

 

   

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1920-21

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1ª nel girone F della Prima Categoria Lombarda, ammessa alla finale lombarda. 6ª nel girone di finale della Prima Categoria Lombarda.

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19.12.1920 – INTERNAZIONALE vs MILAN 0-0,

Girone finale lombardo (2^ giornata)
Al girone di semifinale lombardo partecipano le 6 squadre vincitrici dei raggruppamenti eliminatori. Con nerazzurri e rossoneri sono in lotta per le qualificazioni interregionali anche U.S. Milanese, Legnano, Trevigliese e Saronno. Internazionale e Milan sono reduci dalla vittoria nella prima giornata. L’incontro si svolge sul campo pesantissimo di Via Goldoni davanti a un pubblico imponente (come dice la “Gazzetta”). I favoriti nerazzurri, campioni d’Italia, attaccano ma non riescono ad aver ragione dei rivali, che ottengono un prezioso pareggio per le loro speranze di qualificazione. Nel fango i “diavoli” rossoneri si trovano a loro agio, i più tecnici “internazionalisti” invece sono spesso in difficoltà

  • InterMilanUSMLegnanoSaronno e Trevigliese ammesse alle finali regionali.
  • Ausonia Pro Gorla retrocessa sul campo.
  • Pro Sesto rinuncia al campionato di Promozione, dichiarando alla F.I.G.C. la propria inattività, iscrivendo successivamente una squadra giovanile al campionato monzese U.L.I.C..
  • Nazionale Lombardia rinuncia alla Prima Categoria. Si stacca dallo Sport Club Italia (che aderisce alla C.C.I. iscrivendosi alla Seconda Divisione) di cui era la sezione calcio e si trasferisce a Magenta dove gioca il campionato di Promozione 1921-22 col nome di Nazionale Magentina.
  • Giovani Calciatori Legnanesi a luglio si fondono con il Legnano.
  • MonzaStelvioEnotria e Atalanta riammesse ad integrazione dei quadri F.I.G.C. 1921-22.

                                                                                      

Inter – Trevigliese  4-o  

  

           
 

Girone Finale Lombardia – 1^ giornata
Domenica 12 dicembre 1920
Viale Lombardia, Milano

MILAN vs TREVIGLIESE 1-0
Reti: 33′ Bozzi

MILAN: Binda, Azaghi, Bronzini, Er. Morandi, Scarioni II, Lovati,
Raineri, Soldera I, Bellolio, Varese, Bozzi – All.: Moda I
TREVIGLIESE: Somigliana, Gelmi, Terni, Cologno, Muttoni,
Bosetti, Vertova, Marenzi, Quadri, Orsenigo, Prosdocimi – All.: Zanconti
Arbitro: Gama Malcher di Milano

Finali
Andata (1ª)
Prima giornata                         
24 ott. 1920                         14 nov. 1920
1-2 Enotria-Trevigliese                1-3
3-1 N. Lombardia-Juve Italia   0-7
 
Andata (2ª)
Seconda giornata               
31 ott. 1920                      21 nov. 1920
6-3 Enotria-N. Lombardia     2-3
3-0 Trevigliese-Juve Italia   1-2
 Andata (3ª)
Terza giornata
7 nov. 1920                             28 nov. 1920
1-0 Trevigliese-N. Lombardia     3-2
4-2 Juve Italia-Enotria                   1-0

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Trevigliese 1920-21

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1ª nel girone F della Prima Categoria Lombarda, ammessa alla finale lombarda. 6ª nel girone di finale della Prima Categoria Lombarda.

19.12.1920 – INTERNAZIONALE vs MILAN 0-0,

Girone finale lombardo (2^ giornata)
Al girone di semifinale lombardo partecipano le 6 squadre vincitrici dei raggruppamenti eliminatori. Con nerazzurri e rossoneri sono in lotta per le qualificazioni interregionali anche U.S. Milanese, Legnano, Trevigliese e Saronno. Internazionale e Milan sono reduci dalla vittoria nella prima giornata. L’incontro si svolge sul campo pesantissimo di Via Goldoni davanti a un pubblico imponente (come dice la “Gazzetta”). I favoriti nerazzurri, campioni d’Italia, attaccano ma non riescono ad aver ragione dei rivali, che ottengono un prezioso pareggio per le loro speranze di qualificazione. Nel fango i “diavoli” rossoneri si trovano a loro agio, i più tecnici “internazionalisti” invece sono spesso in difficoltà

  • InterMilanUSMLegnanoSaronno e Trevigliese ammesse alle finali regionali.
  • Ausonia Pro Gorla retrocessa sul campo.
  • Pro Sesto rinuncia al campionato di Promozione, dichiarando alla F.I.G.C. la propria inattività, iscrivendo successivamente una squadra giovanile al campionato monzese U.L.I.C..
  • Nazionale Lombardia rinuncia alla Prima Categoria. Si stacca dallo Sport Club Italia (che aderisce alla C.C.I. iscrivendosi alla Seconda Divisione) di cui era la sezione calcio e si trasferisce a Magenta dove gioca il campionato di Promozione 1921-22 col nome di Nazionale Magentina.
  • Giovani Calciatori Legnanesi a luglio si fondono con il Legnano.
  • MonzaStelvioEnotria e Atalanta riammesse ad integrazione dei quadri F.I.G.C. 1921-22.

                                                                                      

Inter – Trevigliese  4-o  

  

           
 

Girone Finale Lombardia – 1^ giornata
Domenica 12 dicembre 1920
Viale Lombardia, Milano

MILAN vs TREVIGLIESE 1-0
Reti: 33′ Bozzi

MILAN: Binda, Azaghi, Bronzini, Er. Morandi, Scarioni II, Lovati,
Raineri, Soldera I, Bellolio, Varese, Bozzi – All.: Moda I
TREVIGLIESE: Somigliana, Gelmi, Terni, Cologno, Muttoni,
Bosetti, Vertova, Marenzi, Quadri, Orsenigo, Prosdocimi – All.: Zanconti
Arbitro: Gama Malcher di Milano

Finali
Andata (1ª)
Prima giornata                         
24 ott. 1920                         14 nov. 1920
1-2 Enotria-Trevigliese                1-3
3-1 N. Lombardia-Juve Italia   0-7
 
Andata (2ª)
Seconda giornata               
31 ott. 1920                      21 nov. 1920
6-3 Enotria-N. Lombardia     2-3
3-0 Trevigliese-Juve Italia   1-2
 Andata (3ª)
Terza giornata
7 nov. 1920                             28 nov. 1920
1-0 Trevigliese-N. Lombardia     3-2
4-2 Juve Italia-Enotria                   1-0

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virgi.altervista.org : TuttoTreviglio

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Treviglio Amarcord di tutto di più

Le origini di Treviglio risalgono all’epoca del Medioevo, quando tre borgate già esistenti….Il Castrum Vetus, ovvero il castello vecchio, ……………..
continua
                     
Il Campanile ( Torre Civica )……….

 

 

Il Santuario della Madonna delle lacrime è il santuario di Treviglio dedicato alla Madonna delle Lacrime che il 28 febbraio 1522 salvò…..continua
La Basilica di San Martino
 chiesa-s.martino- Treviglio
         
Rogge Trevigliesi :
Treviglio si colloca al limite della fertile pianura Bergamasca……continua
 Amarcord di Arturo Prandina   continua
 Treviglio che passa . ( Beppe Facchetti )….LEGGI
C.S.Trevigliese 1907  calcio  il calcio a Treviglio
Documenti e Curiosità    leggi  

Le vie di Treviglio …L’odonomastica (dal greco hodós “strada” e onomastikòs “…dei nomi delle strade, piazze e di tutte le aree …….continua           

 ZANCONTI…………Nel 1964 gli Allievi di Bondioli vincono il campionato …. intitolato a MARTINO FACHERIS, 

La storia della Zanconti … leggi 
  • Villa Ida

    La Torre Civica

    Nel 1008 fu eretta una alta torre d’osservazione nel centro del borgo allo scopo di controllare l’eventuale arrivo di nemici. Nel corso dei secoli successivi (tra il XVI e il XVII secolo), durante i lavori di restauro della vicina Basilica di San Martino, la Torre Civica venne unita alla chiesa per divenirne l’attuale campanile.

    Di stile gotico lombardo, alto 62 metri, il Campanile di Treviglio è il simbolo
    il soggetto del francobollo da 0,60€ uscito il 30 agosto 2012 nell’ambito della serie tematica “Il patrimonio artistico e culturale italiano”.

  • I proprietari del Bar Teatro

  • Cartolina Treviglio

  • Treviglio in cartolina.  

  • T u t t o T r e v i g l i o 

  • Bruno Manenti

    La basilica di San Martino La basilica di San Martino fu edificata nel 1008 dove sorgeva la chiesa preromanica dell’Assunta, e subì diversi interventi di ampliamento nel corso dei secoli. La basilica presenta elementi architettonici tipici dello stile gotico lombardo dovuti a un primo ampliamento, mentre la facciata attuale è stata realizzata del 1740 dall’architetto Giovanni Ruggeri secondo lo stile barocco.

    Nella navata destra, accanto alla zona presbiterale, è collocato il Polittico di Zenale e Butinone, risalente al 1485, una delle opere più importanti del rinascimento lombardo, in quanto segna il passaggio tra il gotico e il rinascimentale.

    La basilica offre anche diverse opere di Cavagna, Procaccini e Montalto oltre ad un pregevole Fonte Battesimale del 1529. Il campanile in stile gotico lombardo della basilica è conosciuto come simbolo della città di Treviglio poiché, grazie ai sui 60m di altezza è visibile a chilometri di distanza. Nel corso dei secoli è stato un punto di riferimento sia per scopi religiosi sia civili e militari, in quanto era usato per le segnalazioni di pericolo dai vicini comuni.

  • Trento Longaretti

     DIZIONARIO  DIALETTO TREVIGLIESE  

Treviglio anni 90 : autorimessa Marini

  • dove è finito l’obelisco di via Cavallotti?
  •  Arturo Prandina

  • “Treviglio: storia, arte e cultura”

    “Treviglio: storia, arte e cultura”

    Le origini di Treviglio risalgono all’epoca del Medioevo, quando tre borgate già esistenti, si unirono tra di loro, a scopo difensivo, delineando la nascita di Treviglio, appunto “Tre Ville”. Il Borgo era di modeste dimensioni, venne fortificato e circonadato con mura difensive e munito di tre porte, collocate in direzione delle tre preesistenti borgate, Cusarola, Pisgnano e Portoli, e al centro di Treviglio vennero edificate la Chiesa e il Municipio.

    La storia conferma che a Treviglio sorse da un nucleo centrale fortificato, detto “Castrum Vetus” ossia “Vecchio Castello” e che era ubicato tra le attuali piazza Manara, piazza Garibaldi e via Fratelli Galliari ed aveva un piccolo accesso sito nell’attuale vicolo Teatro.

    Il Castrum Vetus, ovvero il castello vecchio, non identifica un castello, bensì una zona fortificata con mura, munito di torri e di una porta d’ingresso, circondata da un fossato.Successivamente la crescita della popolazione fece sì che sorgessero successivamente cinte murarie a difesa della prosperità cittadina.

     

    Visitare Treviglio ( da Bergamo News )Secondo comune bergamasco per numero di abitanti dopo il capoluogo, Treviglio si trova nella media Pianura Padana, a circa 20 chilometri in direzione sud da Bergamo: fondata nel corso dell’alto medioevo per scopi difensivi, la cittadina oggi rappresenta un punto strategico nel crocevia di strade e ferrovie che la collegano con Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano.

     

    I“Treviglio: storia, arte e cultura” l santuario della Madonna delle Lacrimel santuario della Madonna delle Lacrime fu costruito a partire dal 1594 a seguito del miracolo della madonna che, piangendo, salvò Treviglio dall’avanzata francese. Alla costruzione del santuario hanno lavorato grandi artisti come l’architetto caravaggino Fabio Mangone, autore dell’altare maggiore. Si può salire sull’altare e tramite splendidi gradini in marmo si riesce ad andare proprio sotto al quadro della venerata immagine della Madonna delle lacrime, sotto al quale sono tuttora conservate la spada e l’elmo del visconte di Lautrec. E’ consigliata inoltre la visita della “cripta magica” sotto il santuario.

    “Treviglio: storia, arte e cultura” Treviglio nel XV secolo di Luigi Minuti

    Anche il travagliato XV°, come il precedente, è un secolo d’oro per Treviglio, crescono ricchezza e benessere e la città si riempie di edifici non più di legna ma di solidi mattoni, anche se abilmente frammisti ai sassi di fiume, ed in più a metà secolo, sorgono, in fretta e bene, le austere e più solide mura venete. La Basilica di S. Martino nuovamente viene accresciuta, i lavori a carico del Comune, prendono avvio nel 1481 e si protraggono per più di vent’anni, iniziati nel bel mezzo della Signoria degli Sforza, vengono ultimati all’inizio dell’occupazione francese, e splendide dovevano apparire la sua facciata gotica, i colonnati delle navate in mattoni rossi, e quel nuovo piccolo campanile che accarezza l’abside e che allora si poteva vedere anche dalla sua base.Forse i bei tempi antichi non sono mai esistiti se non nella nostra nostalgica fantasia ma se così non fosse quelli e non altri meritano menzione. Anche se non erano tempi pacifici, anzi, tutt’altro. Il secolo inizia con il primo Visconti a portare il titolo di Duca: Gian Galeazzo, che alla Comunità di Treviglio concede nuovi Statuti di ampia autonomia e che, come un fulmine, conquista un così vasto territorio che alla sua improvvisa morte, nel 1402, il figlio sopravvissuto, Giovanni Maria, farà fatica a conservarlo; ne manterrà una parte al prezzo di lunghe e sanguinose guerre, perderà Brescia, occupata da Giovanni Rozzone, condottiero trevigliese che gliela sottrae per un intero anno, poi la vende ad un altro condottiero, Pandolfo Malatesta da Rimini che nel 1421 la cederà alla Serenissima insieme al Bergamasco.

     

    Avevamo in precedenza accennato alle visite in Treviglio di altri personaggi illustri, dal Papa san Martino V all’imperatore Sigismondo, a San Bernardino da Siena, ma dietro tutto questo via vai vi era un personaggio: Uberto Decembrio di Vigevano podestà di Treviglio, segretario ducale, poeta, figlio d’arte. Fu lui a comporre, nel 1418, su incarico del Duca Filippo Maria, un poemetto in onore di Martino V papa, (il poemetto è tuttora conservato all’Ambrosiana).

    L’anno dopo ricevette l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo, anche lui personaggio epocale, e all’imperatore fa inaugurare nientemeno che una nuova porta d’ingresso alla città (Porta Nuova) e chissà cos’altro avrebbe fatto se non fosse prematuramente morto nell’anno 1427 qui in Treviglio nell’esercizio delle sue funzioni podestarili. Non si conoscono i particolari del funerale, è noto invece che viene trasportato in Milano e seppellito nientemeno che in Sant’Ambrogio nelle cui vicinanze possedeva un casa.La famiglia dei Decembrio non è come quella dei Della Pusterla, la loro nobiltà non è di sangue ma di equilibrato servizio ai potenti ed allo stesso tempo al popolo, e anche di lettere. Era di certo notevole la considerazione di cui godeva nella metropoli ambrosiana, tanto da usufruire del privilegio della sepoltura nella prestigiosa Basilica di S. Ambrogio, infatti, oltre ad Uberto il figlio Candido Decembrio, qui seppellisce la figlia adottiva Costanza nell’anno 1458, poi seppellisce la prima moglie Caterina nel 1464, e quando muore nell’anno 1477, il 12 novembre viene a sua volta seppellito nell’atrio di Sant’Ambrogio accanto al Podestà suo padre il cui sarcofago tardo gotico si erge tuttora maestoso a destra della porta principale della basilica ambrosiana.

    Nel corso del XV secolo Treviglio si arricchisce di nuove case, sono le residenze delle famiglie importanti del tempo, tra queste i Della Piazza, Federici e Zenale, esse compendiano, come corona, il complesso basilicale di san Martino e all’interno della rinnovata Basilica, quale sigillo di quest’epoca d’oro, viene posto il Polittico di Zenale e Butinone, capolavoro dell’epoca di mezzo ed anticipo del migliore Rinascimento.

    Durante la sua presenza in città, San Bernardino da Siena promosse la realizzazione del convento e della Chiesa dell’Annunziata, su di un’area messa a disposizione dal Comune nel 1441, già nell’anno 1443 era pronto il convento e nel 1465 si consacrò la chiesa per lungo tempo affidata ai Padri Francescani Riformati. Il luogo crebbe nella considerazione dell’intero Ordine di San Francesco tanto che ebbe ad ospitare il Capitolo unificato dei Francescani Osservanti e di quelli Riformati.Il convento dell’Annunciata sopravvissuto alle soppressioni austriache di Giuseppe II, soccombette sotto Napoleone nel 1810. Acquistato dall’industriale Graffelder nel 1845 fu trasformato in filanda di lino e cotone, che il Comune valorizzò facendovi passare vicino nel 1915, il nuovo Viale per Brescia, ma non bastò la messa in vetrina, il complesso non sopravvisse agli sconvolgimenti indotti dal primo dopoguerra e cessò l’attività nel 1923. Trasformato, ancora, in sede della prestigiosa Scuola Agraria Cantoni, è stato sul finire del XX secolo totalmente inglobato nell’Istituto Tecnico Commerciale Guglielmo Oberdan.

    “Treviglio: storia, arte e cultura” I Probi contadini”

    Nel 1901 venne istituita la Società dei Probi Contadini, ad opera dei conti Piazzoni e di Monsignore Ambrogio Portaluppi che riuniva contadini della frazione del Castel Cerreto e delle Battaglie.

    Era composta in origine da 113 soci (passati poi a 140) e gestiva ben 541 ettari di suolo agricolo nelle vicinanze, in precedenza proprietà, per eredità dei Piazzoni, dell’Orfanatrofio di Bergamo (affidato, a partire dal 1903, ai Padri Giuseppini perché realizzassero una colonia agricola, del tipo di quelle funzionanti in altre loro istituzioni). La proprietà della terra divenne così collettiva e fu attribuita ai capifamiglia.

    Tale associazione si proponeva anche di sviluppare un’agricoltura meccanizzata legata all’industri ed all’introduzione dei concimi chimici. Tra le varie coltivazioni praticate vi era anche quella del tabacco.Da tutta Italia ed anche da vari paesi d’Europa e del mondo si giungeva al Cerreto per visitare e studiare l’opera della Società.

    Citiamo ad esempio dalla Francia una delegazione del Ministero per l’Agricoltura guidata dal Conte De Saint Cyr, seguita nel tempo dal Rettore e Docenti dell’Università di Grenoble e poi dai dirigenti dell’Unione sindacale di Lione. Dalla Spagna venne una rappresentanza dell’Università di Salamanca, presieduta dal Prof. Moran. Il Governo argentino inviava un gruppo di studio guidato dall’ing. Thornos.

    La Dieta russa mandava una Commissione di parlamentari, capitanati dal Sen. Principe Wladimir Sabler di Pietroburgo. Etc.L’esperimento cerretano suscitò persino l’interesse di Leone Tolstoy che ebbe a trattare il problema delle cooperative agricole nel suo romanzo “Anna Karenina”.Ottemperando alle volontà testamentarie della contessa Emilia l’Orfanotrofio di Bergamo chiamò al Cerreto i Padri della Congregazione di San Giuseppe.

    Seguendo i dettami del loro fondatore, il milanese Paolo Motta, che li voleva dediti all’inculturamento gratuito dei giovani, questi vi gestirono un convitto professionale, istruendovi i giovani orfani della Bergamasca con propensioni all’agricoltura.

    Più volte fu ospite allora dei R.R. Padri il semplice Prof. don Angelo Roncalli, futuro Giovanni XXIII. A cavallo delle due Guerre Mondiali la Frazione conobbe le fulgide figure di don Giuseppe Boffi e Suor Chiara Spreafico: santità ed operosità al servizio dei Cerretani.dal sito : www.serit.net

     “TREVIGLIO: STORIA, ARTE E CULTURA”Documenti Curiosità

    Documenti/Curiosità

    Treviglio : Beni Culturali

    Dizionario Dialetto Treviglio

    La Storia di Treviglio  pagina in allestimento

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Un Tuffo nel Passato

Treviglio Amarcord

Treviglio Amarcord, un tuffo nel passato cittadino fino ai giorni nostri.Ricordi, curiosità, racconti, foto, filmati, cartoline, documenti e disegni storici della città. 
Da un’idea di Virginio Monzio Compagnoni.
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Buon Amarcord a tutti !!