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Treviglio Personaggi : Mesagiù

Treviglio Personaggi : Mesagiù

Giuseppe Messaggi

Personaggi storici
Il Mesagiù
Nel film l’Albero degli zoccoli rappresenta il proprietario terriero, padrone dei terreni e della cascina, che decide di scacciare Batistì e la sua famiglia dopo aver scoperto che il suo mezzadro ha tagliato uno degli alberi per ricavarne un paio di zoccoli per il figlio.
Il Mesagiù è un personaggio realmente esistito a Treviglio, anche se in un epoca successiva a quella nella quale si svolgono i fatti che vengono narrati nel film (nacque infatti alla fine del 1800 e il film è ambientato tra il 1897 e il 1898). Fu anzi un personaggio piuttosto famoso. Tutto lascia supporre che, avendo Ermanno Olmi costruito la trama sulla base di quanto raccontato dalla nonna, che riportava racconti orali che circolavano nell’ambiente contadino, non sempre la scansione cronologica è sempre stata rispettata correttamente. Così come l’iconografia del personaggio a livello popolare potrebbe essere diversa da quella riportata a livello storico. E questo sembra il caso del Mesagiù.
Quanto descritto qui di seguito è nella “Storia di Treviglio” ad opera di don Piero Perego e Ildebrando Santagiuliana.« (…) Fra le vecchie ditte commerciali furono prevalenti quelle che trattarono il vino, specialmente la Perego-Ausenda. L’argomento porta a ricordare un commerciante vinicolo, tipica figura trevigliese: Giuseppe Messaggi, conosciuto popolarmente sotto il nome di “Mesagiù” per la figura imponente (pesava più di 170 chili), che continuò la ditta Perego-Ausenda.
Di convinzioni liberali secondo il vecchio stampo (era genero di Engel, avendone sposato la figlia Camilla), non faceva però alcuna distinzione quando si trattava di soccorrere i bisognosi o di aderire a una giusta richiesta ma, antifascista e anticlericale, dava ai clericali e ai fascisti con uguale larghezza. Ancora oggi, v’è la colonia “Messaggi” a Oltre il Colle, lascito al Comune dopo la sua morte, ove si recava in vita a villeggiare.
L’orfanotrofio maschile in modo particolare, ma anche altre istituzioni di Treviglio, possono ricordare il suo nome con gratitudine. »(Piero Perego, Ildebrando Santagiuliana. Storia di Treviglio. Parte Seconda, Edizioni Pro Loco Treviglio, 1987)